Quando si parla di «SEO con IA», molti pensano a ChatGPT o Jasper per scrivere più velocemente, creare meta description o ampliare le liste di parole chiave. È solo una parte del tema. Ma non il nostro obiettivo.
Questo articolo fa luce su qualcosa di molto più fondamentale. No: come si usa l'intelligenza artificiale per la SEO? Ma piuttosto: come possono il mio marchio e i miei contenuti essere trovati, citati e mostrati dai sistemi di IA?
Le abitudini di ricerca stanno cambiando. Le persone non usano più solo Google: chiedono a Gemini, conversano con ChatGPT e utilizzano Copilot. Un marchio assente da queste risposte rischia di perdere una parte crescente della propria visibilità online.
Ci siamo dedicati a Visibilità in ChatGPT in un articolo separato. Ora stiamo dando uno sguardo più ampio all'intero ecosistema dell'IA, tra cui Google Gemini, Microsoft Copilot e Perplexity.
Perché la visibilità nell’IA è ormai essenziale per la SEO
Immagina di dedicare molto impegno a un articolo di blog davvero valido: struttura chiara, parole chiave pertinenti e contenuti utili.
E poi questo: Il vostro testo appare nella ricerca di Google. Ma nessuno clicca. Perché? Perché la risposta è già presente nella ricerca. Benvenuti nel mondo di "Ricerche senza clic". Oltre ai knowledge panel, ai local pack e ai featured snippet, anche i riassunti dell'AI svolgono un ruolo sempre più importante.
Secondo Semrush, nel marzo del 2025 Panoramica dell'intelligenza artificiale in 13 % di tutte le query di ricerca su. Il risultato: secondo TheLetterTwo.com, la percentuale media di clic si riduce di quasi 30 %non appena appare la risposta dell'intelligenza artificiale.
Ma l'AI SEO non è rilevante solo per il content marketing: Gli utenti si affidano sempre più spesso all’IA anche quando cercano prodotti o servizi specifici, per esempio tramite ChatGPT o le risposte generate dall’IA su Google e Bing. La nuova modalità AI di Google porta questa evoluzione ancora più avanti, ma ne parleremo tra poco.



Cosa distingue l'AI SEO dalla SEO classica
Finora la SEO somigliava a una partita a scacchi: scegliere le parole chiave, ottimizzare gli aspetti tecnici e ottenere link. Con la ricerca basata sull’IA cambiano sia la scacchiera sia le regole:
| SEO classico | AI SEO |
| Ottimizzazione per Google/Bing | Visibilità in ChatGPT, Gemini, Perplexity |
| Parole chiave, link, tecnologia | Contesto, struttura, autorità |
| Obiettivo: il primo posto in classifica | Obiettivo: essere citati |
| Testo incentrato su una parola chiave principale | Passaggi facilmente suddivisibili + risposte brevi e chiare |
Analogia: La SEO classica è come un cartello sull'autostrada. L'AI SEO è come un consiglio del concierge del miglior hotel: "Andate lì, l'ho provato io stesso".
Dove l'intelligenza artificiale sta già generando risultati di ricerca
- ChatGPT (con Bing): Mostra risultati dal web e, in alcuni casi, cita fonti specifiche.
- Google Gemini (SBU): Le AI Overviews forniscono risposte strutturate, a volte con citazioni delle fonti, a volte senza. Questo incide sulla visibilità.
- Copilota / Bordo: Fornisce risposte nell’ecosistema Microsoft, anche sulla base di documenti e siti web.
- Perplexity: Cita chiaramente le fonti, una caratteristica utile per i contenuti specialistici.
Classificazione: Gemini e Copilot sono fondamentalmente il prossimo stadio evolutivo delle "risposte brevi". - ovvero le risposte brevi e immediatamente visibili che prima apparivano come featured snippet in posizione 0. Ma ora sono generate anziché estratte.

Modalità AI di Google: rivoluzione?
Nuovo e rilevante: Lo strumento Modalità Google AI, disponibile a metà 2025 solo negli Stati Uniti per gli utenti connessi, sostituisce in molti casi la classica pagina dei risultati con un'interfaccia di ricerca conversazionale. Questa offre:
- Risposte immediate
- Citazioni da siti web (ma non sempre con un link)
- Opzioni dirette per l'azione (ad es. prenotazione di voli, visualizzazione di prodotti)
Lo shopping come campo di prova per la visibilità dell'intelligenza artificiale
Questa evoluzione è particolarmente visibile nell'e-commerce: per le domande sui prodotti, ChatGPT mostra ormai raccomandazioni strutturate di prodotti – con immagine, prezzo e link. Possibili fonti: Risultati di Bing, Dati dei partner (ad es. Klarna, Shopify) e markup strutturato.
Per esempio, la domanda «Quali cuffie wireless sono adatte allo sport?» può portare a raccomandazioni di prodotti specifici. I marchi assenti dalla risposta perdono visibilità.
Questo non è più un sogno del futuro, ma una realtà dalla primavera del 2025.
Per saperne di più: ChatGPT e commercio elettronico
Come si diventa visibili nei sistemi di intelligenza artificiale
1. Suddividere il contenuto invece di creare muri di testo
Scrivi in sezioni ben delimitate. Ogni H2 funziona come un piccolo capitolo.
2. Anticipare le domande e ragionare in termini di prompt
Immagina che ogni paragrafo risponda a una domanda che qualcuno digita in una chat.
Esempio di domanda: «Come può comparire il mio contenuto nelle Google AI Overviews?» Rispondi in modo diretto, con esempi e punti elenco.
? Contenuti per l'uomo e per la macchina - non una contraddizione, ma un principio di design
? Le macchine amano la chiarezza
→ Passaggi autonomi, risposte dirette ed entità definite con chiarezza.
? Le persone amano la personalità
→ Racconto, opinione, prospettive reali.
? Il trucco: Scrivi in modo che la prima frase funzioni come un «mini-prompt», poi aggiungi il tuo stile personale.
Esempio:
H2: Che cos'è l'AI SEO?
L'AI SEO si riferisce a strategie che mirano a rendere visibili i contenuti nei sistemi di AI generativi come ChatGPT.
In altre parole: non vuoi solo posizionarti su Google, ma vuoi anche che i chatbot citino spontaneamente i tuoi contenuti.
3. Integrare entità invece di ripetere parole chiave
I modelli di IA lavorano con vettori semantici. Invece di ripetere eccessivamente le parole chiave:
- « Google AI Overview », « Passage Answer », « Entity Mapping », « ricerca senza clic »
- Usa il markup Schema.org con la proprietà «about»
4. Ripensare i contenuti: Content 2.0
Alle persone piace la varietà, e anche ai modelli di intelligenza artificiale. Testi, sì. Ma anche:
- Video (ad es. "Come funziona il SEO di Passage")
- Podcast (ad esempio, intervista con un professionista SEO)
- Strumenti (calcolatrice, liste di controllo)
Questi formati hanno un vantaggio decisivo: Sono difficili da riassumere in due frasi. Proprio per questo restano utili anche al di fuori delle risposte generate dall'IA:
- Offrono approfondimenti e spiegazioni.
- Possono essere vissuti emotivamente, visivamente o acusticamente.
- Sono ideali per i social media, le newsletter o YouTube.

5. creare fiducia e prendere posizione
I sistemi di intelligenza artificiale favoriscono i marchi che godono di fiducia. Pertanto:
- Indicazione chiara dell'autore, fonti, dati aggiornati (eventualmente anche risultati di ricerche proprie)
- Contributi di ospiti, podcast, citazioni su siti di terzi
6. utilizzare i social media come motore di visibilità
Se volete sopravvivere nel mondo dell'intelligenza artificiale, dovete anche essere visibili dove gli utenti interagiscono davvero. I social media stanno diventando un'arma indiretta per la SEO:
- I contenuti vengono condivisi, salvati e commentati
- La percezione del marchio aumenta
- I contenuti diventano reperibili e rilevanti per i modelli di AI (soprattutto con la distribuzione virale)
Esempio: un breve post su LinkedIn relativo al vostro ultimo strumento con un elevato coinvolgimento può apparire in ChatGPT se viene segnalato.
Abbiamo chiesto a ChatGPT se la presenza sui social media possa migliorare la visibilità di un marchio in ChatGPT grazie alle menzioni. Ecco la risposta:

Bonus: guida pratica – come essere citati nelle AI Overviews di Google
1. Definisci la parola chiave: Scegli un tema ben delimitato con intento informativo. Esempio: «AI SEO».
2. Comprendi l’intento di ricerca: Che cosa vogliono sapere esattamente gli utenti? Per esempio: che cos’è l’AI SEO, quali strumenti esistono e come funziona?
3. Formula domande mirate: Trasforma i sottoargomenti in sottotitoli formulati come domande, ad esempio: «Come funziona l’entity mapping?».
4. Inizia con la risposta: Evita lunghe introduzioni. Rispondi come in una chat: in modo breve, chiaro e utile.
5. Verifica se ogni passaggio può essere citato: Verifica con ChatGPT o Perplexity se i tuoi paragrafi vengono citati. In caso contrario, rendili più chiari.
6. Usa il markup Schema.org: Usa il markup Article, FAQ o HowTo con la proprietà about.
7. Rafforza la credibilità: Rendi visibili le fonti, l’autore e la data di aggiornamento. In aggiunta, usa pareri di esperti o brevi casi pratici.
8. Arricchisci il contenuto con altri media: Aggiungi immagini, audio o video per arricchire l’articolo e aumentare il tempo di permanenza sulla pagina.
9. Diffondi e collega il contenuto: Condividi l’articolo sui social media, nei post su LinkedIn e nelle newsletter. Questo può aumentarne la portata e le possibilità di essere citato.
Conclusione: la SEO per l’IA è una nuova disciplina, non un optional
La SEO è stata a lungo il fondamento della portata organica. Ora condivide questo ruolo con i sistemi di IA.
Per restare visibili servono contenuti apprezzati dalle persone e compresi correttamente dalle macchine.
L’obiettivo non è solo essere trovati, ma anche essere consigliati.
È il momento di creare contenuti più chiari, utili e riconoscibili. La SEO per l’IA è uno dei pilastri della visibilità in un mondo in cui l’influenza non produce sempre un clic.
Il prossimo passo? Chiediti: «Gemini citerebbe questa pagina? ChatGPT menzionerebbe il nostro brand?» Se la risposta sincera è no, sai da dove iniziare.
Per saperne di più:



