Social media e SEO: effetti al di là dei segnali sociali

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Per molto tempo la SEO è stata considerata il Santo Graal del marketing online. Ma per le ricerche informative, ChatGPT e Gemini di Google stanno iniziando a competere con la ricerca organica. Allo stesso tempo, i social media sono sempre più importanti sia per fidelizzare sia per acquisire utenti. Le due discipline sono quindi molto più collegate di quanto possa sembrare. 

Ma i segnali social non sono forse irrilevanti per il ranking?

Hai ragione a chiedertelo: Google ha dichiarato più volte che i segnali social non sono un fattore di ranking diretto. Perché, allora, dovresti continuare a leggere?

Attenzione alla sfumatura! 

Anche se i segnali social non influenzano direttamente il posizionamento organico su Google, una presenza forte su Instagram, YouTube, Facebook, LinkedIn e altre piattaforme può incidere molto sulla tua SEO. Vediamo perché.

Cosa sono i segnali sociali?

I segnali social sono interazioni sui social media, come Mi piace, condivisioni, commenti e menzioni. Mostrano come le persone reagiscono a un contenuto. Pur non influenzando direttamente il ranking, possono aumentare portata e coinvolgimento e sostenere indirettamente la visibilità sui motori di ricerca.

Traffico, segnali degli utenti e fiducia grazie ai social media

Milioni di persone usano attivamente i social media ogni giorno. Non sorprende quindi che i grandi brand acquisiscano sempre più clienti tramite Instagram, TikTok e altri canali — e che alcuni abbiano costruito il proprio marchio proprio sui social.

Gran parte del traffico dei siti e-commerce sembra ancora arrivare da Google, dagli annunci a pagamento e dagli accessi diretti. Questa lettura, però, trascura spesso alcuni meccanismi importanti.

La portata ottenuta sui social media può infatti generare visite dirette a un sito web oltre a Ricerche sui marchi (cioè ricerche che associano il brand a un prodotto o servizio generico) sui motori di ricerca. 

Questo può aumentare il traffico del sito e rafforzare l'autorevolezza del brand (esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità). Il coinvolgimento sui social non è un fattore di ranking diretto, ma questi effetti possono favorire una maggiore visibilità organica.

Google apprezza i brand riconoscibili

Uno studio dello specialista SEO britannico Michael Sandford rileva una correlazione tra un elevato traffico legato al brand e migliori risultati su Google. I siti che ricevono soprattutto ricerche generiche tendono a posizionarsi peggio. Lo studio osserva anche una possibile correlazione con il traffico Google Ads, senza però dimostrare un rapporto di causa-effetto.

Oltre la SEO: i social network come mercato duraturo

Nel rapporto “Predicts 2024: How GenAI Will Reshape Tech Marketing”, Gartner stimava che entro il 2026 il volume delle ricerche su Google e piattaforme simili avrebbe potuto diminuire di circa il 25%, anche per la crescente diffusione degli strumenti basati sull'IA. Si tratta di una previsione di mercato, non di un risultato garantito. 

Con la crescente presenza di risultati sponsorizzati, Google Shopping, profili attività e altre interazioni direttamente nelle pagine dei risultati, il posizionamento organico potrebbe perdere parte della sua importanza.

Un pubblico ancora enorme sui social network

Anche se parte delle conversazioni si sposta verso gruppi privati su WhatsApp, Telegram e altri servizi di messaggistica, il pubblico dei social media rimane relativamente stabile — ed enorme. 

In Germania, secondo i più recenti rapporti di trasparenza delle piattaforme, circa 88,1 milioni di persone YouTube e la 58 milioni di WhatsApp. Instagram registrato 45 milioni di utentimentre Facebook con 32,9 milioni continua ad avere un'ampia portata. TikTok raggiunge 22,8 milioni di utenti attiviseguito da Snapchat con 19,2 milioni. Anche Pinterest (15,3 milioni) e la X, ex Twitter (11,1 milioni) svolgono un ruolo nel mercato dei social media. LinkedIn è utilizzato da 6,8 milioni di personein particolare per scopi professionali. Le informazioni si basano sui rapporti ufficiali di trasparenza delle rispettive piattaforme. (Fonti: X, Snapchat, Google, TikTok, Facebook, Meta, LinkedIn, Pinterest)

Un consiglio finale

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Esperto di sviluppo web e marketing online con oltre 15 anni di esperienza.
Sviluppatore e CEO di Trackboxx - l'alternativa a Google Analytics.

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