La SEO può sostituire gli annunci? Quando funziona e quando non basta

😎 Promozione sui prezzi
10% sconto su tutti gli abbonamenti annuali Trackboxx con il codice: tb10azione
Indice dei contenuti

Molti negozi online usano Google Ads per raggiungere chi è pronto ad acquistare. Questo non significa che le campagne a pagamento siano indispensabili per ogni e-commerce. Le agenzie SEO promettono di ridurre la dipendenza dal costo dei clic. Ma quando la visibilità organica può sostenere un’attività e quando conviene affiancarle gli annunci?

Come cambiano le pagine dei risultati di ricerca

Google offre sempre più filtri e formati visivi che un tempo si trovavano soprattutto nei negozi online e nei siti editoriali. Oggi gli utenti possono svolgere una parte maggiore delle loro ricerche senza lasciare Google. 

Un buon posizionamento organico può trasmettere fiducia. Ma per le ricerche che possono portare a una vendita conta anche una domanda concreta: quanti clic arrivano davvero ai risultati organici?

Gli annunci possono attirare una quota importante dei clic

Gli annunci possono attirare molta attenzione quando la ricerca esprime una chiara intenzione di acquisto. Un’analisi di WordStream del 2012 attribuiva ai risultati a pagamento circa il 65% dei clic per le ricerche commerciali esaminate. Era uno studio circoscritto e ormai datato, non una percentuale attuale valida per tutti gli acquirenti o specifica di Google Shopping.

s3

I filtri di Google permettono di affinare una ricerca generica di prodotti direttamente nella pagina dei risultati. Gli annunci Shopping e gli altri elementi in evidenza competono con i risultati organici per l’attenzione degli utenti. La distribuzione dei clic dipende dalla ricerca e da come vengono presentati i risultati.

E i contenuti informativi?

Si potrebbe pensare che il problema riguardi soprattutto le ricerche di prodotti e servizi, non chi cerca articoli utili sugli argomenti che interessano al tuo pubblico. 

Anche le ricerche informative, però, devono fare i conti con nuove alternative. Gli strumenti di IA consentono di ottenere risposte senza visitare il sito di un editore. 

Nel febbraio 2024 Gartner prevedeva che entro il 2026 il volume delle ricerche sui motori tradizionali potesse diminuire del 25%, con parte dell’attività spostata verso chatbot e altri assistenti virtuali. Si trattava di una previsione, non della prova di un calo già avvenuto. Per gli editori, la domanda centrale è se le risposte dirette dell’IA affianchino le visite al sito o le sostituiscano.

Google Ads: raggiungere il pubblico anche oltre la ricerca

A seconda del tipo di campagna, Google Ads può raggiungere le persone nei risultati di ricerca, su altri servizi Google e sui siti partner. Puoi quindi rivolgerti anche a nuovi pubblici, non solo a chi sta già cercando un prodotto preciso, per far conoscere il marchio o proporre offerte complementari. Gli annunci di ricerca devono comunque rispondere all’intento dell’utente. Anche i risultati organici, del resto, non si basano soltanto su corrispondenze esatte delle parole chiave.

Una landing page dedicata a Google Ads può concentrarsi su una campagna e un’azione precisa. Inviti all’azione chiari, testi convincenti e un percorso di acquisto o contatto semplice aiutano a raggiungere l’obiettivo. Lo stesso vale per le pagine che ricevono traffico organico. Google considera inoltre la pertinenza e la qualità della pagina di destinazione degli annunci: pagare per le visite non elimina la necessità di contenuti utili e di una buona esperienza utente.

Perché continuare a investire nella SEO?

Anche se gli annunci sembrano indispensabili nel tuo mercato, non è un motivo per trascurare la SEO. Nonostante le previsioni pessimistiche, Google resta una fonte importante di visite. 

Chatbot e motori di ricerca tradizionali rispondono a esigenze in parte simili e in parte diverse. Confrontarne l’utilizzo attraverso un’unica quota di mercato può quindi essere fuorviante. Per la tua strategia conta di più capire dove il tuo pubblico cerca informazioni e quali canali portano visitatori realmente interessati.

Una possibilità è usare gli annunci per le ricerche con un chiaro intento di acquisto o prenotazione, lavorando al tempo stesso sulla visibilità organica per quelle query. Gli articoli di un blog o magazine possono intercettare il pubblico nelle fasi precedenti, su ricerche che spesso mostrano meno annunci.

Un contenuto utile deve comunque conquistare il clic

Google risponde ad alcune domande direttamente nei risultati, tramite snippet in evidenza o risposte generate dall’IA. Per quella specifica domanda, visitare un sito può quindi diventare superfluo. Anche video e altri formati competono per l’attenzione: un buon posizionamento di una pagina testuale non garantisce visite.

s4
s5

Questi due screenshot mostrano le difficoltà che possono incontrare gli editori anche quando gli utenti cercano informazioni anziché prodotti.

AspettoGoogle Ads (ricerca a pagamento)SEO (ricerca organica)
CostiCosto per clic (CPC)Nessun costo per il clic organico; servono risorse per contenuti, tecnica e manutenzione
VisibilitàVisibilità rapida possibile; posizione legata al ranking dell’annuncio e all’astaIl posizionamento si costruisce nel tempo
Durata dei risultatiLe visite dirette dagli annunci cessano quando termina la pubblicazioneRisultati duraturi possibili, ma serve manutenzione continua
FlessibilitàBudget e targeting modificabili rapidamente; la crescita ha dei limitiGli effetti richiedono spesso tempo e non sono garantiti
ConcorrenzaLa concorrenza può far aumentare il costo dei clic

In sintesi: trovare il giusto equilibrio tra SEO e annunci

Gli annunci possono avere un ruolo importante nelle ricerche di prodotti molto competitive. La loro utilità dipende però dalla domanda, dai margini, dal marchio e dalle fonti di traffico già disponibili. La sola SEO può funzionare, ma non garantisce il successo più di quanto lo faccia un grande budget pubblicitario.

La SEO può ridurre la dipendenza dai clic a pagamento e farti conoscere attraverso contenuti utili al tuo pubblico. Ma la ricerca cambia: risposte dirette, risultati multimediali e funzioni di IA possono lasciare meno spazio ai risultati organici tradizionali.

Spesso conviene combinare i due approcci: annunci per le ricerche redditizie, SEO per farsi trovare nel lungo periodo e contenuti nei formati richiesti dal pubblico. Controlla regolarmente i risultati e distribuisci il budget in base al contributo effettivo a contatti, vendite e profitti. Il giusto equilibrio conta più di una scelta a priori tra i due canali.

Analizzare SEO e campagne con attenzione alla privacy

Trackboxx ti aiuta a capire da dove arrivano i visitatori, sia dal punto di vista geografico sia distinguendo il traffico organico da quello a pagamento. Puoi anche definire degli obiettivi per valutare i risultati delle tue campagne pubblicitarie e attività SEO.

Trackboxx funziona senza cookie. La conformità alle norme sulla protezione dei dati e l’eventuale necessità del consenso dipendono però dall’implementazione e dai dati effettivamente trattati. Senza cookie non significa automaticamente senza consenso o pienamente conforme al GDPR. Controlla impostazioni e informativa sulla privacy; nemmeno una misurazione priva di lacune può essere garantita in modo assoluto.

Esperto di sviluppo web e marketing online con oltre 15 anni di esperienza.
Sviluppatore e CEO di Trackboxx - l'alternativa a Google Analytics.

Questo potrebbe interessarti anche

😎 Promozione sui prezzi

10% sconto su tutti gli abbonamenti annuali Trackboxx con il codice: